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Monthly Archives: Novembre 2025

Le Domus di Ercolano: gioielli dell’architettura romana

Novembre 26, 2025

Ercolano, l’antica città romana sepolta, insieme a Pompei, dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., si presenta oggi come una finestra straordinariamente conservata sulla vita e sull’architettura dell’epoca. A differenza di Pompei, che fu coperta da cenere e lapilli, Ercolano fu sommersa da un flusso piroclastico che, carbonizzando il legno, ha permesso la conservazione di elementi architettonici e arredi domestici unici. Il risultato è un patrimonio inestimabile, dove le Domus offrono un affresco vivido e dettagliato del lusso, dell’eleganza e della quotidianità dell’alta società romana.

Le case di Ercolano, molte delle quali ancora dotate di strutture lignee, mobili e tessuti carbonizzati, superano la semplice funzione di rovine, trasformandosi in vere e proprie dimore in attesa dei loro antichi abitanti. Passeggiare tra i suoi cardi e decumani significa immergersi in un’atmosfera sospesa, dove l’arte, l’architettura e la vita di oltre duemila anni fa sono palpabili.

Tra le decine di Domus riportate alla luce, alcune brillano per la loro bellezza e il loro stato di conservazione, offrendo al visitatore spunti unici sull’organizzazione degli spazi, sulle tecniche decorative e sul gusto estetico dei Romani.

Casa del Bel Cortile: architettura e dettagli

La Casa del Bel Cortile di Ercolano deve il suo nome al suggestivo cortile interno che, con la sua particolare configurazione, si discosta dal tradizionale atrium romano. Situata nella Regio I, Insula V, questa domus mostra un layout insolito, sviluppandosi attorno a un cortile perfettamente conservato, con una scala in muratura che conduce al piano superiore.

Questo ambiente centrale, ricco di decorazioni, è un esempio magnifico della raffinatezza degli abitanti e dell’architettura del I secolo d.C. Le pareti interne della casa erano abbellite da affreschi in Quarto Stile, caratterizzati da elementi architettonici illusori e figure fluttuanti su sfondi vibranti. In particolare, il cortile presentava decorazioni in Quarto Stile dove predominava il colore rosso, con l’illusione di un giardino dipinto sulle pareti, a testimonianza della ricerca di bellezza e dettagli anche in spazi relativamente piccoli. Un’ampia sala di ricevimento (oecus) si apriva sul cortile, con pavimentazioni a mosaico e pitture che aggiungevano prestigio alla dimora.

Casa di Nettuno e Anfitrite: mosaici spettacolari

Una delle Domus più celebri e visitate è senza dubbio la Casa di Nettuno e Anfitrite. Questa dimora, che si ritiene appartenesse a un ricco mercante, è famosa in tutto il mondo per l’incredibile stato di conservazione e la magnificenza delle sue decorazioni musive.

Il nome della casa deriva dal suo capolavoro: un mosaico murale, realizzato in opus musivum con tessere in pasta vitrea colorata, che raffigura il dio del mare, Nettuno, e la sua sposa, la ninfa marina Anfitrite. Questo mosaico, dai colori brillantissimi e dominato dalle tonalità del blu, è ancora visibile nella sua collocazione originale sulla parete orientale del ninfeo, un’esedra di grande pregio.

Il ninfeo stesso è un gioiello architettonico e decorativo: arricchito da conchiglie, schiuma di lava vulcanica e maschere teatrali in marmo, testimonia il lusso sfrenato e la cura per gli spazi esterni e semi-aperti. Il mosaico di Nettuno e Anfitrite era posizionato in modo strategico, visibile perfino dalla strada attraverso l’atrio e gli ambienti di rappresentanza, un vero colpo d’occhio architettonico pensato per impressionare i passanti e gli ospiti.

Adiacente alla casa, si trovava una bottega, anch’essa eccezionalmente conservata. All’interno della bottega, sono stati ritrovati resti carbonizzati di merci, tra cui anfore, vasi e persino resti alimentari come ceci e fave, offrendo una testimonianza tangibile dell’attività commerciale legata alla domus.

Altre Domus da non perdere

Oltre ai due esempi più noti, il Parco Archeologico di Ercolano è costellato di altre Domus che meritano una visita approfondita:

  • Casa dei Cervi: una delle più lussuose, affacciata sul mare, nota per i suoi giardini, il suo atrio colonnato e le due sculture di cervi assaliti dai cani, da cui prende il nome.
  • Casa Sannitica: un esempio di architettura più antica, risalente al II secolo a.C., con un particolare atrium su due livelli, e conservando elementi del più sobrio stile architettonico sannitico prima della totale romanizzazione.
  • Casa dell’Atrio a Mosaico: celebre per il pavimento a mosaico bianco e nero del suo atrio, che copre l’intera superficie della stanza, creando un effetto di grande impatto visivo.
  • Casa del Sacello di Legno e Casa del Colonnato Tuscanico: recentemente riaperte al pubblico dopo i restauri, offrono ulteriori spunti sulla vita domestica romana, grazie anche alla conservazione degli elementi lignei.

Le Domus di Ercolano rappresentano un patrimonio culturale di inestimabile valore, offrendo un’esperienza di visita che va oltre la semplice contemplazione delle rovine. La loro eccezionale conservazione, dovuta al flusso piroclastico, permette di comprendere a fondo non solo l’architettura romana, ma anche il tessuto sociale, l’organizzazione domestica e il gusto estetico di una civiltà che continua a stupire e ispirare. Un viaggio negli scavi di Ercolano è un vero e proprio tuffo nella vita quotidiana dell’antica Roma.

Parco Archeologico di Ercolano

Villa dei Papiri: lusso e cultura ad Ercolano

Novembre 12, 2025

Immersa nel fascino della Campania antica e sepolta dalla furia del Vesuvio nel 79 d.C., la Villa dei Papiri di Ercolano rappresenta uno dei ritrovamenti archeologici più straordinari e lussuosi dell’epoca romana. Questa sontuosa dimora di otium, attribuita probabilmente a Lucio Calpurnio Pisone Cesonino, suocero di Giulio Cesare e un eminente sostenitore della filosofia epicurea, è un vero e proprio scrigno che ha restituito al mondo arte, architettura e, soprattutto, una ricchissima e unica biblioteca. La villa, lunga oltre 250 metri e affacciata sul mare, era un’espressione eclatante della ricchezza e del raffinato gusto dell’élite romana tardorepubblicana, influenzata profondamente dalla cultura greca.

Storia della Villa dei Papiri

La riscoperta della Villa dei Papiri avvenne tra il 1750 e il 1764 per volere di Carlo III di Borbone. Gli scavi iniziali furono condotti attraverso un intricato sistema di pozzi e cunicoli sotterranei, guidati dall’ingegnere svizzero Karl Weber. A causa della profondità e del particolare stato di conservazione (la villa fu sommersa da fango vulcanico e non solo cenere), le prime indagini furono complesse e solo una parte della struttura venne riportata alla luce.

La villa si sviluppava su più livelli, con una maestosa facciata che si apriva sul mare e una disposizione interna che comprendeva un atrio, un tablino, un peristilio quadrato e un grandissimo peristilio rettangolare, circondato da portici e ambienti di soggiorno. Il lusso degli interni era testimoniato da una collezione di circa 90 sculture in bronzo e marmo di eccezionale qualità, tra cui il famoso Satiro ebbro e le statue dei Corridori, oggi ammirabili in gran parte presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN). Gli scavi, ripresi a cielo aperto solo nel 1985 e proseguiti a più riprese, hanno permesso di comprendere meglio la grandiosità di questo complesso residenziale, modello per la celebre Getty Villa di Malibu, in California.

La biblioteca e i suoi tesori

Il segreto più prezioso e inatteso che la villa celava era la sua biblioteca privata, un tesoro inestimabile per la conoscenza del mondo antico. La scoperta di oltre 1800 rotoli di papiri, carbonizzati ma preservati dal fango vulcanico, è stata fondamentale per la papirologia e la storia della filosofia antica.

La maggior parte dei testi della biblioteca è in lingua greca, prevalentemente opere filosofiche del pensatore epicureo Filodemo di Gadara, un protetto del probabile proprietario della villa. Questo corpus di testi offre uno spaccato unico sulla scuola epicurea e sul dibattito filosofico dell’epoca. Sono presenti anche alcuni frammenti latini, tra cui un anonimo poema sul De bello Actiaco.

Il tentativo di srotolare i fragilissimi papiri carbonizzati, inizialmente scambiati per pezzi di carbone, ha richiesto l’invenzione di macchinari appositi, come quello ideato dall’abate Antonio Piaggio nel Settecento. Oggi, grazie a moderne tecniche non invasive come la tomografia computerizzata (CT) e all’Intelligenza Artificiale, gli studiosi dell’Officina dei Papiri Ercolanesi, conservata presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, continuano l’opera di decifrazione, con la speranza di rivelare nuovi e rivoluzionari testi dell’antichità, come l’opera finora perduta di Filodemo sulla Storia dei filosofi.

Come visitare la Villa dei Papiri

Attualmente, la Villa dei Papiri si trova all’interno del Parco Archeologico di Ercolano, ma la sezione degli scavi a cielo aperto della villa è purtroppo chiusa al pubblico per lavori di riallestimento e manutenzione straordinaria (si consiglia sempre di verificare l’accessibilità prima della visita).

Tuttavia, il Parco Archeologico di Ercolano è regolarmente aperto e visitabile e offre già una ricchezza straordinaria di scoperte.

Orari di Apertura del Parco Archeologico di Ercolano:

  • Periodo estivo (dal 16 marzo al 14 ottobre): 8:30 – 19:30 (ultimo ingresso 18:00).
  • Periodo invernale (dal 15 ottobre al 15 marzo): 8:30 – 17:00 (ultimo ingresso 15:30).

Giorni di chiusura: 1° gennaio e 25 dicembre.

Per ammirare da vicino i reperti più iconici della villa, come le splendide sculture in bronzo e marmo, nonché per vedere da vicino il complesso macchinario di Piaggio e alcuni dei papiri carbonizzati, è indispensabile visitare il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), dove una sezione è interamente dedicata ai tesori della Villa dei Papiri. Questo consente ai visitatori di Ercolano di completare l’esperienza e cogliere appieno il lusso e la cultura di questa straordinaria dimora romana.

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